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Polemiche e opposizioni a non finire apparentemente concluse con una vera e propria vittoria popolare degli antigolf. Marocche è il primo comune italiano che ha chiamato i propri cittadini alle urne per esprimersi sull’opportunità di realizzare un campo da golf. Contro il campo di Marocche , località presso Dro a 5 Km da Riva del Garda, la mobilitazione era stata imponente,ma la vicenda sembra ancora aperta. Nonostante il referendum, indetto dai consiglieri comunali contrari al progetto, abbia dato un responso negativo, i proponenti il percorso golfistico ancora non si arrendono. Il 14 novembre 1999 il green venne infatti bocciato da circa il 55% degli elettori del comune. "Democrazia e ambiente sono irrisi, quando a distanza di due anni dal referendum popolare che aveva espresso una volontà contraria, si ripropone il campo da golf nel biotopo delle Marocche di Dro". La vicenda ha ancora vasta eco sui giornali e su Internet .
Il referendum sembra essere lo strumento più diffuso ed efficace nell’alto Garda, stavolta sono stati direttamente i cittadini a raccogliere le firme necessarie, a termini di Statuto comunale, per dare la possibilità a tutti di esprimersi. Sara’ forse Tenno il secondo comune italiano, dopo Marocche, a effettuare un referendum comunale proprio sull’opportunità di realizzare o meno un percorso golfistico. La data della consultazione popolare, dovrebbe essere fissata dal comune. Il progetto e’ difeso dall’ente locale che lo ritiene, anche questa non e’ una novità, “opera di pubblico interesse”. La commissione urbanistica (tutela paesaggio e territorio) e il servizio geologico della Provincia di Trento, hanno dato un parere negativo in merito al progetto golf a Tenno. Paesaggisticamente irrealizzabile perché rovinerebbe l'armonia di campi, boschi e terrazzamenti che contraddistingue l'area sulla quale doveva essere realizzato parte del campo. Intanto a -Pietramurata, un'altro paese trentino della valle dei laghi, è stato realizzato un piccolo campo prova (3 buche) su iniziativa (e soldi) di privati, inaugurato con tutti gli onori e in pompa magna, con gli assessori che auspicavano quanto prima la realizzazione di un vero 18 buche, ma al primo acquazzone c'è stato uno smottamento che ha interessato parte dell'area del campo.
Vasto il dibattito suscitato dal progetto nella Val dei Canali. Il 6 novembre 2003 si è svolta un’assemblea popolare di cui da notizia il quotidiano l’Adige del giorno successivo. “Più che dibattito, c´è stata una chilometrica esposizione del progetto, circoscritto alle 9 buche ma di fatto tendente alle 18, e l´elencazione delle varie tappe burocratiche e temporali nei vari passaggi di competenze. Poco spazio al resto. “Primiero viva” ha presentato un documento di nutrite e puntuali osservazioni negative, depositate entro i termini al Via e in parte analizzate nel corso della serata da Daniele Gubert. Altri pareri sono arrivati o stanno arrivando al Via dal Comprensorio (“parere positivo -è la risposta finale - precisando che esso non costituisce premessa per la partecipazione finanziaria degli enti locali, in quanto non esistono sufficienti elementi di ordine economico a supporto dell´intervento”) e dal Parco. Parco, che per bocca del suo presidente Sergio Bancher, ha sottolineato come non possano esserci spazi per un ripensamento: “Quella è la confermata destinazione urbanistica della zona, ci piaccia o non ci piaccia”. Parco che, carta-parere canta, solleva, però, delle perplessità: “Soltanto avvalendosi di una più accurata analisi di tutti gli aspetti del progetto si potrebbero esprimere valutazioni conclusive più verificate. Valutazioni che, comunque, spettano sostanzialmente ad altri. La preminenza delle priorità da perseguire inciderà in termini concreti sulle complessive valenze ambientali del territorio interessato”Non ci sono timori finanziari nell’affrontare l´avventura di 1.500.000 euro.” dal sito Per il medesimo progetto in Val Canali, il 22 ottobre 2003 la Società Alpinistica Tridentina (S.A.T.) ha partecipato alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale presentando nelle sue puntali osservazioni scritte, una netta contestazione del sito individuato. Il testo completo di 14 pagine è scaricabile al sito Internet
Con una procedura semplificata di VIA la Giunta provinciale di Trento ha dato il suo assenso, il 18 agosto 2000, con prescrizioni, all’ampliamento a 9 buche del Golf Club La Farfalla sul Col Danè.
A sollevare le critiche è una pubblicazione della CIPRA, la Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi. Negli ultimi tempi gli operatori economici e turistici parlano Della costruzione di un campo da golf a Prato allo Stelvio in Val Venosta. Un tale progetto comporterebbe la distruzione definitiva del più grande delta fluviale del Sudtirolo e delle sue praterie aride. Il Prader Sand rappresenta, secondo le Direttive Flora Fauna e Habitat dell'UE, un habitat di importanza prioritaria e va quindi assolutamente protetto. Un campo da golf distruggerebbe per sempre il peculiare paesaggio nonché specie animali e vegetali rare che in altre aree del Sudtirolo e dell'Europa Centrale si sono già estinte. Per la popolazione locale e per i turisti questo ambiente ha un valore inestimabile quale area ricreativa dalle caratteristiche uniche. L'intero territorio di Prato allo Stelvio è situato all'interno del Parco nazionale dello Stelvio. Appena due anni fa è stato presentato con grande entusiasmo alle associazioni ambientaliste il progetto del Parco Nazionale "Aquaprad". Allora si era parlato di costruire una casa del parco e di conservare l'habitat del Prader Sand. Il campo da golf significherebbe la fine di una parte fondamentale del progetto "Aquaprad". Il Dachverband für Natur- und Umweltschutz, il Club alpino del Sudtirolo, il Landesverband für Heimatpflege e l'Associazione dei biologi del Sudtirolo hanno rivolto un appello ai responsabili affinché si impegnino con decisione per uno sviluppo all'interno del Parco nazionale secondo il modello dell'"Aquaprad" e rinuncino definitivamente al progetto del campo da golf nel Prader Sand. da CIPRA-Info 61 (agosto 2001) da Libro nero, articolo Evelyn Tappeiner, CIPRA-Sudtirolo
La Provincia autonoma di Bolzano ha approvato il 9 dicembre 2003 l’ampliamento di un progetto esistente da 6 a 18 buche del campo di Riscone. Interessante evidenziare che la Giunta Provinciale ha deliberato l’approvazione in seguito ad aver consultato il Comitato Provinciale VIA (Valutazione Impatto Ambientale). La delibera n.4530 può essere letta al sito della Regione Trentino Alto Adige
la polemica, anche nel 2003, tra WWF e amministrazione comunale monta per il raddoppio del campo da golf di Padriciano ambiente.triesteincontra.it ambiente.triesteincontra.it#2 La sezione WWF di Trieste ha espresso un giudizio negativo sul progetto di “raddoppio“ (da 9 a 18 buche, su una superficie che passarebbe da circa 22 a 45 ettari) del campo di golf di Padriciano, sul Carso triestino. Lo ha fatto esprimendosi – nelle osservazioni nell’ambito della procedura di VIA – sugli elaborati integrativi presentati dal “Golf Club Trieste”. Il progetto è stato in effetti modificato rispetto alla prima versione, allo scopo di ridurre il sacrificio di ambienti naturali che aveva motivato vari pareri negativi (tra i quali quello del WWF, espresso la scorsa estate). Il WWF osserva però che anche il nuovo progetto, se realizzato, comporterebbe rilevanti sacrifici di aree boscate e prati, comprese alcune di particolare valore naturalistico per la presenza di biocenosi pregiate dell’ambiente carsico. Inoltre il progetto prevede che una parte delle perdite di questi ambienti naturali siano “compensate” da altri interventi (creazione di un laghetto, manutenzione mediante pascolamento di aree di landa carsica), indicati però assai sommariamente : il WWF osserva che non esiste alcuna garanzia sull’effettiva attuazione ed efficacia di tali compensazioni. In ogni caso, anche se ciò venisse realizzato, rimane il fatto che un danno naturalistico rilevante si produrrebbe nelle aree interessate dal progetto, il quale riguarda pur sempre una struttura destinata ad attività ludiche di élite, priva anche di ricadute socio-economiche. Una commissione di mitigazione per gli effetti causati dall'ampliamento del campo da golf sull'ambiente naturale è al lavoro.
Il progetto c’è, ma al momento risulta essere stato bocciato a furor di popolo. A dire il vero esiste virtualmente su Internet con il sito del Golf Club Forni di Sopra, con tanto di foto di Tiger Wood, e varie pagine web, ma il campo non esiste. Nei terreni individuati vi era un frazionamento troppo fitto di proprietà private che sarebbe risultato difficile espropriare o contattare i proprietari per proposte economiche visto che molti di essi appunto non risiedono nel comune. Diverse le associazioni che si sonobattute contro la realizzazione delpercorso:“La Casina & Masaroul” di Forni di Sopra,Andrazza, “For da Difiendi” e“La Casina da Vich”di Vico.I proprietari della terra interessata al progetto si sono riuniti in apposito Comitatochiamato “For da Difiendi”.Così la proposta ai proprietari dellaterra da parte della srl ”Investforgolf”di affittare un’estensione di 55 ha.(una proprietà non governabile che nonsarà mai più dei locali) per trent’anni(rinnovabili) a £. 33 al mq/anno, o sevolete a Euro 0,017 mq/anno è stata difatto respinta definitivamente.Per il Comitato i terreni rendono di più al paese se vedono realizzarsi i progetti in atto relativi all’agriturismo, alla gestione faunistica unita al Parco Ragionale, al turismo culturale legato ai notevoli resti del “Castello di Sacuidich”. In una lettera di un sostenitore del golf, pubblicata sul quotidiano Il Messaggero Veneto il 04/01/2002 si legge che : “L’anno scorso il progetto di Forni di Sopra fu osteggiato a tal punto che i promotori si spostarono ad Arta Terme sperando di trovare un’aria migliore.” Sempre la stessa lettera del golfista, pubblicata dal quotidiano di Udine nel 2002, cita altre tre bocciature di percorsi golfistici in Friuli: Palmanova, Latisana e la stessa Arta Terme.
Il caso e’ finito sulle pagine del settimanale nazionale Panorama con un articolo di Giacomo Amadori (n.12 del 21/3/2002). In pericolo è il bosco di Fraina Noulù a pochi centinaia di metri dal centro di Cortina d’Ampezzo. Il progetto sembrerebbe in via di approvazione del comune, ma incontra, fra le altre, le opposizioni dei proprietari dei terreni su cui dovrebbe sorgere. la pagina web è stata rimossa dal sito del settimanale, ma può comunque essere letta qui Il Promotore è l’Associazione Golf Cortina s.r.l. attraverso l’ex presidente Giovanni Dibona, che ha presentato in comune un progetto per la realizzazione di un percorso golfistico di 18 buche su 66 ettari nell’ampia zona di Fraina, compresa fra l’Hotel Miramonti e l’Hotel Cristallo. Il progetto prevede l’occupazione di 54,296 mq di bosco regoliero (vedi nota) (circa 5 Ha) e di 61 ettari di terreno privato. I movimenti di terra saranno notevoli, infatti, solo su terreno regoliero si prevedono scavi per 28.305 mc, in zona a rischio idrogeologico, con taglio di 2.080 alberi d’alto fusto, per un totale di 1.314,62 mc. di legname stimato. Le specie tagliate saranno soprattutto di larice (874 piante/792 mc.), piante d’elite in alta montagna, pioniere e consolidatrici del suolo. Non ben definita appare la sorte dei restanti 61 ha di terra di proprietà privata . Sabato 6 settembre 2003 l’Assemblea straordinaria delle Regole di Cortina (vedi nota) è stata chiamata a votare il progetto di realizzazione del nuovo campo da Golf a 18 buche in località Peziè-Noulù. Con 558 favorevoli e 171 contrari, è stato dato un primo via libera non senza perplessità. Vengono concessi in gestione 5 ettari di terreno regoliero, per la durata di 30 anni all’associazione Golf Cortina, e in questa terra dovrebbe venir edificata per un volume massimo di 3.000 mc. con altezza di 2 piani compreso il sottotetto, la Club House. Sono anche previsti parcheggi per una misura complessiva di almeno 150 posti auto e manufatti vari (tettoie per il campo pratica). Le Regole chiedono di rispettare il principio del minimo impatto ambientale sui loro terreni, in seguito all’affermazione del presidente delle Regole Cesare Lacedelli, che per mantenere il green verrà fatto uso di sostanze chimiche. (Corriere delle Alpi del 7 settembre 2003) L’area interessata dal progetto vedrebbe la presenza di due pSIC (Siti Interesse Comunitario) ai sensi dalla Direttiva Habitat 92/43, compresi all’interno del perimetro del progetto (sup.tot. complessiva di circa 5 Ha). Si tratta di due zone umide di singolare ricchezza floristica e faunistica, posizionati a valle. Il Presidente del comitato promotore, il regoliere Giovanni Di Bona, noto maestro di sci, è stato recentemente sostituito da De Longhi ( casa di elettrodomestici). Nel dicembre 2003 è nato il Comitato “Emergenza Difesa Terra” con primo dossier attualmente in produzione e una raccolta firme di esplicita opposizione alla realizzazione del campo da Golf a 18 buche in località Fraina- Noulù. Al Comitato ha aderito l’attore Paolo Villaggio (Corriere delle Alpi 14 marzo 2004). Anche il settimanale Mondo Agricolo Veneto si è occupato di questo caso. Nota: Le “Regole”d’Ampezzo gestiscono la circostante proprietà collettiva agro-silvo- pastorale.Si tratta di una proprietà collettiva che sta fra il diritto pubblico e quello privato, indivisibile e inalienabile. Non può essere venduta ne divisa e la destinazione d’uso deve restare tale e quale.
-Peschiera del Garda e Castelnuovo del Garda (Verona) Una denuncia alla magistratura, Procura della Repubblica di Verona, in questo caso e’ partita direttamente dai Verdi Europei, a farla e’ stata la coopresidente del gruppo parlamentare italiana ed eletta in Belgio, Monica Frassoni. Promotrice del progetto che prevede ancora una volta anche volumetrie residenziali, la società Di Canossa Matilde srl all’interno del piano di lottizzazione comunale Golf Club Villa Paradiso. Parte del progetto ricade nel Parco Regionale del Mincio.
-S.Martino Buon Albergo (Verona) Magistratura e Comune sono intervenute per la demolizione di abusi edilizi ed ambientali legati ad un campo da golf. L’ufficio tecnico comunale del Comune Veneto ha ordinato alla tenuta Musella spa, a Gianluigi Leardini e a Carlo Alberto Pagliarini di «demolire le opere costruite irregolarmente e riportare i l uoghi modificati senza autorizzazione allo stato originario»: non possono essere sanati, afferma il Comune, gli abusi edilizi e ambientali che riguardano i fabbricati e i terreni sequestrati il 9 ottobre 2000 dal tribunale di Verona, affidati in custodia dal giudice Schiavon all’agronomo Pagliarini e oggetto dei contratti preliminari tra tenuta Musella spa e l’agricoltore Gianluigi Leardini. «Rimuovere l’impianto che alimenta il lago artificiale», ordina quindi il Comune, «sistemare la fossa Draga, piantare gli alberi tagliati nel bosco, distruggere tutti i ponti in legno e quello in tubi di cemento, ripristinare gli interni dell’edificio della corte Tetra», quello che ospitava la sede del circolo di golf, e ancora «destinare di nuovo all’agricoltura il piazzale vicino, abbattere la tettoia utilizzata dai soci per gli allenamenti, utilizzare i fondi che costituiscono il campo di golf per l’attività agricola e non più per quella sportiva». Anche la conferenza dei servizi convocata il 13 giugno - che riuniva sindaco, Soprintendenza ai beni ambientali e monumentali di Verona, Provincia, ufficio tecnico comunale, Forestale, Genio civile e Consorzio di bonifica - discutendo le sanzioni sui cambiamenti fatti in Musella senza permessi, aveva deciso di «vietare l’esercizio dell’attività sportiva golfistica». La Commissione Comunale Edilizia Integrata nella seduta del 6.06.2000 relativamente ad "Accertamento opere edilizie abusive in Località Musella - Campo da golf e accessori - " si é così espressa: " Innanzi tutto si premette che l'abuso è stato realizzato in area soggetta ai Vincoli Ambientale - Paesaggistico e le caratteristiche degli interventi realizzati sul territorio sono tali da configurare una attività sportiva di carattere pubblico e ciò troverebbe conferma anche nell'avvenuta affiliazione alla Federazione Italiana Golf. Trattandosi pertanto di attività comportante un diverso carico urbanistico tipico di una Zona Territoriale Omogenea "F" piuttosto che di una attività rurale interna alla Zona "E" Agricola, e trattandosi di attività di trasformazione territoriale , questa va assoggettata a Concessione edilizia , l'intervento quindi è realizzato in difformità dalla destinazione di piano e quindi ai sensi dell'art. 92 L.R. 61/85 è prevista la demolizione ed il ripristino dello stato dei luoghi. Si ravvisa il danno ambientale solo sugli interventi edilizi effettuati su Corte Tetra e sui ponti . La C.C.E.I. ritiene opportuno applicare l'art. 92 della L.R. 61/85 con l'Ordinanza di demolizione ed il ripristino dei luoghi. La C.C.E.I. ritiene opportuno che un legale verifichi il percorso procedurale sopra esposto e le conclusioni proposte supportando il suo parere con adeguate motivazioni anche tenuto presente il disposto dell'art. 9 delle Norme di Attuazione della Variante al P.R.G. Musella , che prevede procedure più restrittive rispetto a quelle di Legge per l'Autorizzazione e la Concessione di interventi edilizi"; Testo tratto dalla delibera di Giunta Comunale per l’assunzione spesa per parere legale in merito alle opere abusive delle Ditte Tenuta Musella s.p.a.– Leardini, dal sito
E’ polemica su un progetto che dovrebbe essere finanziato dalla Regione Piemonte per sei milioni di euro. I Comitati Scrivia ospitano un articolo di AntonelloBrunetti. Il consigliere regionale dei Verdi Enrico Morioni è primo firmatario di un’interrogazione presentata il 22 ottobre 2003. Alcune osservazioni sul progettato campo sono stilate da Giuseppe Raggi al sito Internet
Il circolo Verbano di Legambiente di Verbania, Piemonte, con la presidente la d.ssa Amelia Alberti, interviene in aperta contestazione di un campo da golf a Macugnaga con delle osservazione alla variante del Piano Regolatore.
-Sizzano (Novara) Ricorso al TAR presentato dal WWF contro la costruzione del complesso alberghiero-turistico a Sizzano, con annesso impianto golfistico (Piemonte) .
-Lozio
(Brescia) comune di soli 400 abitanti in provincia di Brescia. Ma una smisurata colata di cemento rischia di renderlo meno piccolo e soprattutto tutt'altro che grazioso. Le
quattro frazioni del piccolo grandioso anfiteatro calcareo della Concarena, in Valcamonica, hanno conservato miracolosamente intatta la loro struttura di borghi rurali fino alla fine degli anni novanta.
Un programma approvato dal abitative - spacciate per opere di interesse pubblico ma in realtà seconde case, denuncia
Legambiente - un campo da golf, vari
servizi commerciali. apertamente in campo contro questo nuovo ecomostro, al fianco del Comitato per la salvaguardia della Valle di Lozio, con il proposito di non lasciare nulla di
intentato per impedire che si al territorio in nome di un falso e malinteso sviluppo turistico. Gli avvocati del Centro di azione giuridica (Ceag)dell'associazione ambientalista depositeranno a giorni un ricorso al Tar contro l'edificazione delle trecento nuove abitazioni. Ma al di là del fronte legale l'associazione intende fare
della vicenda di Lozio un simbolo proliferazione di ecomostri, che compromettono ilfuturo turistico e
ambientale delle Alpi lombarde. sembrata un'operazione incredibilmente spregiudicata, in cui emergono numerosi aspetti di illegittimità circa il modo tutt'altro che trasparente con cui
decisioni così importanti per la assunte - ha aggiunto Sergio Cannavò, coordinatore del Ceag di Legambiente Lombardia - Vogliamo andare fino in fondo per dare un forte segnale di contrasto al
fenomeno della speculazione pessima legge regionale 23/97, che ha già permesso a troppi sindaci di compiere atti illegali
eludendo ogni possibile controllo".
Non poche le polemiche che hanno accompagnato la realizzazione del campo a Cascina Belmonte. Nonostante pareri legali negativi il campo è stato realizzato. Nella Denuncia di inizio attività da parte del proprietario del terreno si parla di “sistemazione agricola atta a consentire il gioco del golf come da descrizione ed elaborati allegati” . Molto interessante la cronistoria leggibile su Internet:
In una lettera del 18 marzo 2004 Legambiente
di Busto Arsizio con Stefano
Marcora contesta l'approvazione da parte
della Giunta comunale di Busto di una Convenzione per la concessione della
metà dei terreni di proprietà delcomune di Busto Arsizio nel Parco alto
milanese (11 ha su 25), per realizzare una serie di strutture sportive,
tra cui primeggiano un campo
allenamento golf ed un campo da pitch and
putt (analogo al gioco del golf).
In questo atto amministrativo è stato dato il
diritto di superficie per venti anni ad una Cooperativa, la quale si
impegnerà a realizzare strutture sportive ed edilizie per la cifra di un
milione di euro. L'intera lettera può essere visionata su:
Dopo il campo di Garlenda e quello annunciato alle Manie è prevista la realizzazione di un terzo complesso golfistico a 18 buche nella provinciadi Savona. La Sezione di Savona del WWF, informa che è stata deliberata recentemente dalla Regione Liguria con la delib. n. 36 del 30/09/03 una Variante integrale al Piano Regolatore generale del Comune diVillanova di Albenga con correlativamodifica al PTCP e con effetto di integrale subdelega alla civica amministrazione delle funzioni di rilascio delle autorizzazioni paesistico ambientali dlgs 490/99. Da quanto emerso dalla Variante approvata dal Consiglio Regionale è appunto prevista la realizzazione di un impianto golfistico a 18 buche. Complesso che sarà allargato da una serie di nuovi edifici per un totale di circa 135.000 metri cubi. Una parte delle aree dove è prevista la concentrazione volumetrica, è stata percorsa da incendi nell'Agosto 1989, il che non consentirebbe trasformazioni rispetto alla situazione preesistente in base alle leggivigenti (l. 353/00). Inoltre nell'area dove è previsto il "campo" sono stati individuati due SIC (Siti di Interesse Comunitario) identificati con le sigle IT1324909 "Torrente Arroscia e Centa" e IT1324896 "LerroneValloni".
Il WWF di Savona sostiene che ''un'eventuale realizzazione dell'impianto da golf stravolgerebbe una zona soggetta a regime di tutela (area carsica) per la complessità e le specifiche peculiarità naturali ed ambientali che la contraddistinguono. Qui il piano prevede la realizzazione di 30 mila metri cubi di volumetrie edilizie. Per questo il WWF di Savona contesta duramente l' approvazione della variante integrale al Prg del Comune di da parte della Regione Liguria''. (ANSA Ambiente 10/11/2003 13:05)
www.comprensoriodelbenessere.it
Sul quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione del 20 luglio 2003 arriva l’eco del maxiprogetto del porto di Imperia che comprende anche un campo da golf considerato opera socialmente utile.
Il 14 aprile 2003 è stata pubblicata la deliberazione con cui la Giunta comunale di Ravenna ha certificato la Valutazione di Impatto Ambientale negativa sul progetto di impianto golfistico di Casalborsetti, presentato dalla società Marina di S.Vitale nel settembre 2002. Interessanti, come rilevato in precedenza, i lavori della Conferenza che ha svolto la procedura di VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale). L’organismo ha iniziato i lavori il 24 ottobre 2002 e li ha conclusi il 23 marzo. Essa ha sostituito tutte le autorizzazioni, licenze, pareri e altre competenze varie in materia di tutela ambientale e paesaggistica territoriale di competenza dei vari enti pubblici interessati. Hanno dunque composto la Conferenza i rappresentanti dei servizi Ambiente del Comune e della Provincia di Ravenna, dell'ente Parco del Delta del Po, dell'ARPA, dell'AUSL, della Soprintendenza ai beni ambientali e del Consorzio di bonifica Romagna Centrale. L'area interessata dal progetto sorgeva tra Casalborsetti e il fiume Lamone, a ridosso della risarina e della pineta. E' compresa, per 143 ettari su 595, nella zona di pre-parco classificata come pSIC (Sito di Interesse Comunitario della Rete Natura 2000) e denominata: "Pineta di Casalborsetti, Pineta Staggioni, Duna di Porto Corsini". Comprende anche le seguenti zone disciplinate dal PTRP (Piano Territoriale Regionale Paesistico) tramite il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale): zone di tutela della costa e dell'arenile; zone di particolare interesse paesaggistico ambientale; sistemi dunosi costieri di rilevanza storico documentale paesistica; zone di interesse storico testimoniale-terreni interessati da bonifiche storiche di pianura; elementi di interesse storico testimoniale-viabilità
panoramica; parchi
regionali. realizzazione di un percorso golfistico con 18 buche, di un'area residenziale di circa 300 appartamenti in case a schiera, di servizi commerciali e ristoranti, di un albergo-residence e di una club house del golf, con le relative infrastrutture, comprendenti parcheggi pubblici
e privati, una piazza
pubblica, ecc. per Ravenna ha partecipato alla procedura e sul suo sito abbiamo trovato queste notizie: Analoga posizione è stata espressa dalla capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale M.Grazia Beggio
Un esposto dell'associazione 'Il Gabbiano' è stato presentato il 19 luglio 2003 sulla procedura di valutazione di impatto ambientale per l'intervento urbanistico denominato "Piano Particolareggiato di Iniziativa Privata relativo ad un'area posta in località S. Bartolomeo – Matilde di Canossa Golf S.p.A. approvato dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia nella seduta di venerdì 11 agosto. Il consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Giuseppe Zuelli ha presentato un'interrogazione chiedendo "se la Giunta Provinciale ritenga fondate le osservazioni contenute nell'esposto sopra richiamato in merito alla legittimità della procedura seguita dal Comune di Reggio Emilia". Infine chiede "se e come la Provincia intenda operare, prima dell'inizio dei lavori di cantiere, per fugare ogni dubbio circa il pieno rispetto delle leggi di tutela ambientale". La vicenda vivacizza non poco il mondo politico reggino.
I consiglieri regionali Leonardo Masella (Prc) e Daniela Guerra (Verdi) chiedono alla Giunta Regionale, in un' interrogazione, se sia vero che la Regione non abbia ritenuto necessaria la Valutazione di impatto ambientale (Via) per la costruzione di 80-90 appartamenti di pregio, un albergo e un'area termale nei terreni del Golf club 'Matilde di Canossa' a Reggio Emilia, come sostengono Comune e Provincia. Il piano particolareggiato approvato dal Consiglio comunale nel luglio scorso, ricordano i due consiglieri, prevede questi nuovi insediamenti in una zona di altissimo valore paesistico, sulla quale esisteva un vincolo, poi rimosso. Cosi' Masella e Guerra chiedono alla Giunta di attivare la procedura di Via per salvaguardare quell'area di notevole pregio per la fascia pedecollinare, anche in ragione di esposti e proteste di associazioni ambientaliste.
Contro il progetto della Spoleto International Golf e’ intervenuta direttamente la Legambiente di Spoleto con un comunicato stampa del 22 giugno 2002, secondo la quale ancora una volta ”il verde del green sarebbe in realtà una sorta di cavallo di Troia per far passare vere e proprie speculazioni edilizie scavalcando i vincoli urbanistici con la scusa di realizzare un ecologissimo campo da golf circondato da ville, club house, albergo, piscine, campi da tennis, maneggio. Tutti accessori che con la pratica di questo sport hanno ben poco da spartire”.
Il consiglio provinciale di Grosseto si è occupato del campo di Manciano nel 1999 con la delibera 135. La disputa è ancora una volta sul legame golf -intervento turistico-ricettivo e coinvolge oltre che provincia e comune anche la stessa Regione Toscana che nel 1997 ha rivolto appositi rilievi. In questa delibera il Consiglio esprime il suo parere ai sensi dell'articolo 40 comma 13 L.R. 5/95. “Nel '97 il Comune di Manciano ha avviato un procedimento di formazione di una variante urbanistica al Piano regolatore generale vigente per la realizzazione di un campo da golf in località Pianetti di Montemerano, all'interno dell'Azienda agricola forestale omonima. Nel luglio '98 ha poi approvato questo strumento nonostante la nota dell'Amministrazione provinciale del marzo del '98, in cui si valutava positivamente soltanto l'intervento turistico ricettivo relativo a questo progetto, eliminando pertanto la localizzazione del campo da golf, non ritenuta compatibile con le finalità della legge regionale 5 del '95, anche in relazione ad analoghe previsioni già contenute nel Piano regolatore di Manciano e nonostante la nota della Regione Toscana. Con questo secondo atto si rilevava che un percorso golfistico omologato da 18 buche non poteva essere considerato struttura accessoria ed integrata nell'ambito dell'attività di un'azienda agricola e che questa variante risultava priva di un quadro conoscitivo sufficiente sia sotto il profilo ambientale ed urbanistico (risorse idriche, strutture di servizio, bacino di utenza, caratteri morfologici e paesaggistici) che sotto quello economico. Nel giugno di quest'anno la delibera è stata, però, revocata dalla Giunta comunale dal momento che, a seguito di approfondimenti, venivano attribuite a tale progetto caratteristiche di attrezzatura sportiva quale zona F. Nella stessa sede è stata adottata una seconda delibera (n.47 del '99) con cui si è avviato un nuovo procedimento per una seconda variante per la realizzazione del campo da golf in località Pianetti definendo la previsione come zona omogenea F e modificando ed integrando la NTA, la relazione tecnica e approvando le tavole integrative del progetto. A questo successivo strumento il Consiglio provinciale ha dato comunque parere di incompatibilità perché in contrasto con il PTC attualmente vigente, che prevede nel territorio di Manciano un solo impianto da golf di 18 buche nell'area di Saturnia, invitando il Comune a riconsiderare un'unica localizzazione per un impianto del genere. Su indicazione del gruppo di maggioranza, però, nell'ambito della deliberazione sono stati inseriti espliciti riferimenti al fatto che il PTC è uno strumento flessibile che, per sua natura, è soggetto ad aggiornamenti biennali, segnalando, così, agli amministratori comunali la possibilità di una revisione che dovrebbe avvenire, ormai, nell'arco di un anno e mezzo. Il voto: la deliberazione è stata approvata a maggioranza con l'astensione dei gruppi consiliari di Forza Italia e Alleanza Nazionale ed il voto contrario del consigliere Hubert Corsi (Ccd), motivato dalla convinzione che, essendo passato il termine perentorio previsto dalla legge regionale, la Provincia non potesse più deliberare su questo punto”. Dal sito Internet della Provincia di Grosseto, seduta del 21 dicembre 1999 (delibera n.135). Per rispondere ai rilievi della Regione il Consiglio Provinciale di Grosseto, ha redatto un’apposita relazione che porta la firma di Fulvio Bani ed è scaricabile al sito In questa relazione, depurata dagli elementi propagandistici, si trovano anche interessanti dati e riflessioni generali sul golf.
Un campo da golf. E’ quello che potrebbe diventare l’area naturale della Sentina, circa 200 ettari lungo il litorale marchigiano, tra il paese di Porto d’Ascoli e il fiume Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Un “green” patinato e “pettinato” che andrebbe ad alterare gli equilibri naturali dell’area, una delle poche sopravvissute alla cementificazione della costa, per l’esclusivo interesse di pochi. E se il golf non va bene, ecco l’alternativa: un ippodromo. Insomma, gli appetiti economici sembrano andare contro qualunque proposta di valorizzazione naturalistica e sviluppo sostenibile di quest’area. Anche se Massimo Marcaccio, assessore all’Ambiente della Provincia di Ascoli Piceno, rassicura: «C’è un accordo fra le istanze dei diversi soggetti interessati. Ci impegneremo per evitare nuovi scempi ambientali». (da articolo di Marco Giovenco La Nuova Ecologia, Marzo 2003)
Un gruppo di imprenditori ha presentato un progetto mediante lo strumento degli accordi di programma; assieme al golf, 250 ville, torre panoramica, albergo da 300 posti letto, sala conferenze da 600 posti, ristorante, piscine, beauty farm, campi da calcio , tennis, ecc... Il tutto nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Sito d’Interesse Comunitario e Zona di protezione speciale. Attualmente il progetto e’ al vaglio della Regione. Voci contro si riscontrano nelle tv e stampa locale. Il settore ecologia della Regione Puglia ha deliberato parere negativo per il progetto. I proponenti hanno così fatto ricorso al Presidente della Repubblica. Secondo le affermazioni del Senatore Verde Sauro Turroni i ritardi nell’istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia sono legati proprio a questo ricorso. Il progetto contrastava in modo evidente con una doppia categoria di vincolo: “Europeo”, essendo questa una zona SIC (sito d’interesse comunitario) e ZPS (zona di protezione speciale), ma anche con il Parco dall’Alta Murgia, nel quale ricade l’area d’intervento. Il Parco dell’Alta Murgia ha fatto sentire notevolmente il suo peso nella decisione della Regione nonostante non sia stato ancora definitivamente istituito. Infatti fra i tanti punti che vengono elencati per motivare la decisione della Regione Puglia, c’è il seguente: “L’opera entra in conflitto con le ipotesi di istituzione e le norme di salvaguardia dell’istituenda area protetta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia”. Il progetto era stato presentato da una società denominata “Parco di Federico II di Svevia”, circa due anni fa e prevedeva la realizzazione di un’imponente struttura turistico-ricettiva (nei pressi della masseria Il Quarto): 300 tra ville e alloggi di altro tipo, strutture sportive, parcheggi per 20000 metri quadri, torre panoramica, ristorante, albergo, sala conferenze e ovviamente …. campo da golf Sul BUR (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia ) del 5 Marzo scorso è stata pubblicata la determinazione del Settore Ecologia della Regione Puglia, con la quale viene espresso parere negativo sul progetto di cui stiamo parlando
Un risultato e’ stato raggiunto con la bocciatura da parte del Consiglio di Stato di un campo da golf in agro della Provincia di Bari.
Nel 2002 Legambiente ha assegnato le bandiere nere anche Ai pirati del Golfo di Taranto. 150 chilometri di villaggi e porti turistici ridisegneranno il profilo di due intere province costiere, quella di Taranto e quella di Matera. Migliaia di posti letto e posti barca all’interno di zone umide e Siti di Importanza Comunitaria. A cominciare dal megaprogetto Nuova Concordia a Castellaneta Marina, oggetto di uno specifico Accordo di Programma che ha previsto un investimento iniziale di 520 miliardi di lire per un complesso di alberghi, villaggi turistici, edilizia residenziale, parchi a tema, campi da golf, infrastrutture commerciali e sportive su un’estensione di circa 1000 pregiatissimi ettari di territorio a ridosso di una riserva biogenetica.”
Il circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista di Fasano esprime la sua opposizione il 23 luglio 2002 ai “progetti di speculazione rappresentati dal Consorzio turistico Fasano-Egnathia, che hanno la loro punta di diamante nel campo da golf e nel suo programma di accaparramento della costa e dell’interno con orripilanti costruzioni, nonché del sistematico svuotamento della falda acquifera e dello sperpero di milioni di metri cubi di acqua al giorno con buona pace della crisi idrica e della fame dei contadini.”
Con un comunicato stampa del 7 gennaio 2004 il consigliere provinciale del PRC (Partito della Rifondazione Comunista) di Reggio Calabria, Omar Minniti, interviene criticamente sulla decisione dell’Amministrazione Fuda di istituire nella provincia una rete di campi da golf. Un’idea programmatica e progettuale in tal senso è stata approvata dalla Giunta provinciale il 19 dicembre, giustificata dalla volontà di creare un’accoppiata “golf-turismo”, al fine di “intercettare flussi turistici in tutto l’arco dell’anno, con provenienze globali”. Nei progetti di Fuda, presidente dell’amministrazione provinciale, vi è la costruzione di un totale di 25 campi su tutto il territorio della Provincia, suddivisi per ogni Distretto, tenendo conto della “necessità di localizzare un numero minimo di 3, 4 o 5 campi da golf nell’arco di 50 chilometri”. Costruzione che toccherebbe, secondo le diverse ipotesi esaminate, ad un Consorzio esclusivamente pubblico, ad una società mista di capitali pubblica-privata o direttamente a
imprese private. presentato dal settore “Attività produttive e sviluppo locale” già si individuano le zone che potrebbero essere oggetto di interventi. Tra queste spiccano: Scilla, Palmi, Melito Porto Salvo, Palizzi Marina, Bianco,
Locri, Siderno e
Roccella. Minniti cita il “no” ad un campo da golf , Montechiarello, registrato qualche anno fa. Il sito di un periodico ecologista cita l’opposizione ad un progetto di campo da golf a Montechiarello
Al settimanale Carta non è sfuggito un progetto di campo da golf nel comune del nord Sardegna. “C’è, per esempio, ilnuovo campo da golf, del qualegli ambientalisti nulla dicono disapere e di cui troviamo traccenel sito del comune, alla voce«Settore edilizia privata».Si «rende noto che conDeliberazione del ConsiglioComunale n° 29 del10 Giugno 2003 esecutiva nellaforma di Legge è statoadottato Piano di Lottizzazionestralcio comparto «G11.6» -campo da golf e strutturaalberghiera in loc.Li Mizzani Ditta So.Co. Medit».Un campo da golf in una terradove l’acqua è più preziosadell’oro?«Nessun campo da golf –ipotizza il responsabile diLegambiente – probabilmente sitratta dell’ennesima lottizzazione:un modo come un altro peraggirare gli ostacoli».Il progetto aveva avuto il parere favorevole della Regione E mentre ancora una volta è evidente lo stretto legame tra golf e immobili, un villaggio turistico nello stesso comune, di Santa Teresa, citato nello stesso articolo del settimanale Carta, è stato posto sotto sequestro il 10 dicembre 2003. Si tratta della proprietà immobiliare Porto Quadro Srl dell’impresa di costruzione Garbari di Trento, sotto accusa per abusi edilizi dalla Procura della Repubblica di Tempio. “Il grande cartello pubblicitario, all’ingresso del residence “Castello di Gallura”, annuncia che la spiaggia di Porto Quadro è lì a due passi. A cento metri dal mare, così è scritto nel pannello. E il Comune di Santa Teresa ha autorizzato una residenza alberghiera, proprio di fronte alle Bocche di Bonifacio. Invece, secondo il pm di Tempio Giovanni Porcheddu, l’albergo è diventato un villaggio con 74 villette. Le guardie forestali ieri hanno impiegato quasi cinque ore per metterle tutte sotto sequestro. Testo tratto dall’Unione Sarda dell’11 dicembre 2003
Problemi giudiziari per il campo, con annesso villaggio immobiliare, della Bagaglino Holding. Il proprietario Mario Bertelli è finito in carcere insieme ad altre 8 persone. Le accuse nei loro confronti sono quelle di bancarotta fraudolenta e frode fiscale. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Brescia. (La Nuova Sardegna del 10 giugno 2002) Sempre del caso si è occupato anche il programma "Report" di Rai 3 con un servizio di Bernardo Novene e il partito indipendentista Sardigna Natzione. Ulteriori particolari su questa inchiesta giudiziaria sono leggibili nel capitolo successivo.
-Costa Turchese (Olbia) presentato dalla Finedim di Marina Berlusconi, figlia del presidente del Consiglio non manca il campo da golf. Previste inoltre tra le tante "opere" addirittura il taglio della spiaggia per realizzare un canale navigabile che collegherebbe il mare con un porticciolo da realizzare all'interno, su una zona umida.
Eccone le cifre: 450 ettari, 385 ville, due alberghi da 400 posti letto, 995 appartamenti in residence, 120 in multiproprietà, 30 negozi, 1 centro commerciale, 1 campo da golf a diciotto buche e 800 posti barca sulla costa
nord-orientale della Sardegna.
-Domus de Maria (Cagliari) Un esposto alla Magistratura contro un campo da golf è stato presentato dalle associazioni ambientaliste WWF e Amici della Terra.
Abbiamo già accennato al fallimento costato 300 miliardi di lire con 6500 creditori per quello che viene considerata la struttura golfistica più bella della Sardegna, situata nel comune di Pula. Entro il mese di dicembre 2003 il green, i terreni e l’albergo saranno venduti all’asta dal curatore fallimentare Franco Tentorio. (Unione Sarda 6 settembre 2003) “..il curatore fallimentare, Franco Tentorio (studio a Bergamo e vice sindaco) sta analizzando nei dettagli la situazione finanziaria. Nel 2001 (ultimo bilancio approvato) si registrano ricavi per 41,4 milioni, in calo del 39% rispetto all’anno precedente, oneri per oltre 3,5 milioni e una perdita d’esercizio di 1,7 milioni. Debiti per 104,7 milioni, un patrimonio netto di 7,1 milioni e un attivo di 124,8 milioni.”
Si tratta del primo campo (situato in Sardegna, provincia di Oristano) per il quale la Commissione Europea ha aperto una denuncia (procedura d’infrazione) contro l’Italia per danni ambientali. Per realizzare il percorso in un SIC, sito d’interesse comunitario, protetto dalla Direttiva Habitat 92/43, sono stati abbattuti circa 10.000 alberi di una foresta costiera per la sua realizzazione. Nel Parere Motivato la Commissione Europea (9/2/2001) spiega che <<sono stati tagliati 20 ha di pineta, sono stati distrutti 16 ha tra radure naturali e superfici in prossimità delle dune scoperte…e aspetto di molto maggior rilievo, la falda freatica rischia di essere gravemente inquinata>>. L’intero Parere Motivato di 16 pagine, che costituisce un precedente per la giurisprudenza europea, può essere letto, così come l’intero dossier sulla vicenda, per intero al sito Per la zona di Capo Pecora è stato presentato un progetto di un campo da golf a 18 buche e 120.000 metri cubi di strutture ricettive. La presentazione è avvenuta in consiglio comunale ad opera dell’arch. Giampietro Gallina, la società promotrice, la Capo Pecora Agricola (dietro la quale c’è Forma Urbis, una società finanziaria padovana) parla di un investimento da 180 milioni di euro. Il consiglio comunale deve ancora prendere una decisione. Verrebbero realizzati in particolare una albergo a 3 o 4 stelle, un residence, un campo da golf con club house, residenze turistiche, una struttura alberghiera a 5 stelle e un hotel esclusivo. Queste informazioni sono tratte dal quotidiano L’Unione Sarda del 14 febbraio 2004.
Nel corso degli anni è ritornato, in diverse occasioni, un mega- progetto turistico-immobiliare nell’area di Porto Conte-Pineta di Mugoni, comune di Alghero. L’attuale proposta imprenditoriale prevederebbe una volumetria complessiva di 1 milione di metri cubi su circa 20 ettari di zona F previste nel PRG di Alghero all’interno di un comprensorio di 285 ettari complessivi classificati come agricoli e di tutela. La proposta imprenditoriale si articolerebbe in due fasi: 700 mila metri cubi di cemento per la realizzazione di due complessi alberghieri, due campi da golf, 24 campi da tennis e insediamenti residenziali con appartamenti in case di abitazione di diverse tipologie, attrezzature sportive e per il benessere del corpo; nella seconda fase altri 300 mila m. cubi di cemento. Gli indici di fabbricabilità ipotizzati sarebbero rispettivamente pari a circa 0,23 e 0,33 m.cubi/m.quadrato. Complessivamente si ipotizzano 12 mila posti letto di cui 10 mila in un villaggio di seconde case e strutture annesse. Il “peso” dell’intervento, cioè 1 milione di metri cubi di cemento, verrebbe considerato necessario al fine di realizzare un’opera economicamente sostenibile. Ma tale proposta è insostenibile non solo perché è all’interno di un parco naturale ma anche dal punto di vista dell’attuale PRG che consentirebbe al massimo una volumetria, nei circa 20 ettari di zona F, pari ad una struttura simile all’hotel Baia di Conte. Nulla di più. Inoltre nell’elaborazione dell’analisi finanziaria si ipotizzerebbe di far ricorso a incentivi finanziari pubblici e agevolazioni fiscali pari al 50-60% degli investimenti.
Il responsabile del WWF Alghero, Carmelo Spada ha inviato il 15 marzo 2004 una lettera al Presidente del Parco regionale di Porto Conte, Antonio Camerada.Di questa leggibile al sito Internet del periodico Alghero Cronache ne pubblichiamo un estratto. Considerato che la città di Alghero ha fatto, con consapevole maturità culturale, una precisa scelta: il Parco Naturale di Porto Conte al fine di restituire alle generazioni future il patrimonio naturale, il WWF chiede al Presidente del Parco Regionale di Porto Conte di dare immediato avvio al concreto e reale funzionamento dell’ente di gestione predisponendo e attuando progetti di rinaturalizzazione di quelle aree oggi destinate al pascolo ovino; progetti di tutela della fauna a rischio di estinzione e di prelievo selettivo di specie in eccesso; progetti di fruizione; interventi giuridico-amministrativi che pongano fine a quegli episodi di degrado e di abusivismo costiero restituendo integrità paesaggistica nell’interesse generale e in ottemperanza degli obiettivi fissati dalla legge. Insomma di predisporre il Piano del Parco che produca finalmente, a 5 anni dalla sua costituzione, azioni e fatti concreti di sviluppo sostenibile e tutela della risorse naturali e culturali presenti nel territorio del parco regionale. In ultima analisi siamo convinti che per la realizzazione di posti letto in strutture a rotazione d’uso e per un corretto processo di sviluppo economico sostenibile si debba procedere attraverso l’elaborazione del PUC, che inequivocabilmente dovrà stabilire il numero di posti letto necessari con una distribuzione oculata nelle parti meno sensibili dell’intero territorio comunale.
Carmelo Spada
Un campo da golf a 18 buche è stato proposto all’interno della Riserva Naturale ”Torre Salsa” Siculiana-Agrigento dalla società Torre Salsa Turistica s.p.a.. Con un’ istanza urgente di accesso agli atti e partecipazione al procedimento amministrativo del 23 marzo 2004, (fare click qui per visualizzare il documento), Gianni Mento e Angelo Dimarca, rispettivamente Dirigente Regionale Aree Protette dell C.A.I (Club Alpino Italiano) Sicilia– e Responsabile Reg.le Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia, hanno aspramente criticato questo progetto. La località interessata è un Sito di Importanza Comunitaria (cod. ITA 030041), Oasi di Protezione e Rifugio della Fauna Selvatica ed è interessata da Vincolo Paesaggistico. Il progetto prevede inoltre un prelievo acque dal Laghetto Gorgo di Montallegro e rischia di determinare la sottrazione di enormi quantità di acqua dall’ Oasi Naturalistica della LIPU e da una importante zona di sosta di migratori acquatici, in cui sono presenti specie protette, rare o di interesse comunitario. Una prima vittoria ambientalista è la decisione Consorzio di Bonifica di Agrigento che ha negato la prevista concessione di acque per uso irriguo. Il progetto prevede, tra l’altro, l’esecuzione di movimenti di terra, la realizzazione di modifiche morfologiche e plano- altimetriche per la costruzione del percorso da golf, l’apporto di ghiaia, sabbia e torba per la costituzione del green, la realizzazione di impianti di irrigazione e il drenaggio delle acque piovane. Per la creazione ed il mantenimento del green è previsto l’utilizzo sino a 200.000 mc annui di acqua.
Il caso, clamoroso e recente, è stato sollevato dal settimanale L’Espresso nel numero del 18 dicembre 2003 e successivamente è approdato alla Camera dei Deputati grazie ad una interrogazione parlamentare (4-08388) al Ministero dell’Economia e delle Finanze del deputato del PDCI Giuseppe Cosimo Sgobio . “Nell'elenco dei programmi dell'agenzia governativa "Sviluppo Italia" per rilanciare il turismo nel Mezzogiorno del nostro Paese - con un piano di impieghi di denaro complessivo pari a 770 milioni di euro - l'investimento maggiore è stato localizzato a Sciacca, in provincia di Agrigento, e porterà in tasca alla famiglia della moglie del sottosegretario al Ministero dell'Economia e Finanze Gianfranco Miccichè, 4 milioni e 400 mila euro, poiché una parte dei terreni su cui sorgerà un grande golf resort, infatti, è di sua proprietà . Inoltre pare che sui terreni in cui sorgerà il golf resort è in corso un'inchiesta penale per estorsione e che tutta la città di Sciacca nei giorni subito appresso l'assegnazione fu tappezzata da manifesti con il simbolo di Forza Italia dove era riportata la seguente frase: "ritornano a Sciacca i grandi investimenti con
Gianfranco Miccichè. imbarazzante, chiaro, macroscopico ed evidentissimo conflitto di interessi e per questa ragione invito il Ministro Tremonti, in nome della trasparenza, tenuto conto che parliamo di finanziamenti statali, ad adoperarsi al fine di far conoscere, nei dettagli, all'opinione pubblica italiana, la modalità e la formale dinamica di tale assegnazione e affinché faccia conoscere anche quali erano gli altri ed eventuali programmi di intervento concorrenti.” Dall’Ufficio Stampa del PdCi (Partito dei Comunisti Italiani) Il contenuto del comunicato riportato è testuale: la data è del 15 dicembre 2003. Il sito Internet che lo pubblica è il seguente:
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