Chi siamo

Perché il G.A.M.,

questo dominio e questo sito ?

Lanciato  nel  mese di Aprile 2004, un nuovo dominio e un nuovo sito Internet riprende a vivere nel 2010.

Il progetto ambizioso è rimasto in piedi più forte di prima Si tratta di collegare in una rete internazionale tutte le opposizioni mondiali alla realizzazione di nuovi campi da golf.(Nella foto sopra una manifestazione antigolf in Messico)

Non inventiamo niente, ma rilanciamo e rifondiamo l’idea avuta da un   golfista, pentito,   il giapponese Gen Morita.

Prendiamo il testimone dal Giappone alla Sardegna, consapevoli di essere già oggi una realtà europea.

 In occasione dell’undicesimo anno dalla proclamazione della prima giornata mondiale antigolf (29 Aprile 1993) promossa dal G.A.M., Global Antigolf Movement, il movimento modiale contro la realizzazione di nuovi campi da golf, rinnova al governo nazionale e alle istituzioni locali (Regioni e Comuni) la richiesta per una moratoria nella costruzione di nuovi campi.

I numeri parlano chiaro: 33.700 i campi realizzati, (6.200 in Europa e 303 in Italia), un  numero complessivo di appassionati, 70 milioni ad oggi in, dei quali 6.5 milioni di persone in Europa e 3 milioni e mezzo di questi iscritti regolarmente ad un club. Una crescita che è stata registrata anche in  Italia: 183 circoli, per un totale di 303 percorsi, compresi campi pratica e promozionali, con 65.000 golfisti.

I percorsi esistenti sono di gran lunga più che sufficienti e hanno già realizzato sufficienti problemi e devastanti impatti.(Nella foto qui sotto una marcia antigolf a Malta).

NO ALLA REALIZZAZIONE DI NUOVI CAMPI ATTRAVERSO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO !

  Il G.A.M., realtà sempre più ramificata, è presente in quasi tutte le regioni italiane e in particolare nei seguenti comuni:

Marocche, Tenno, Tonadico, Trieste, Muggia, Cortina d'Ampezzo, Verbania, Sizzano, Varese, Busto Arsizio, Palamanova, Latisana, Arta Terme, Savona, Noli, Imperia, Ravenna, Reggio Emilia, Spoleto, Toritto, Taranto, Reggio Calabria, Oristano, Alghero, Arbus, Agrigento.

 Ma quanto costa un campo da golf? Chi  paga la realizzazione e la gestione? Questi  aspetti spesso sono poco conosciuti dall’opinione pubblica.

 L’investimento necessario per la realizzazione di un nuovo campo da golf (18 buche) si aggira mediamente intorno ai 10 miliardi di vecchie lire e molto spesso la gestione da sola non e’ in grado di coprire le spese di manutenzione che possono essere stimate in almeno 600 milioni, sempre di vecchie lire ( 300.000 € l’anno). Il lungo tempo di recupero del capitale (stimato in 42 anni da uno studio Austriaco) costituisce un altro rischio per l’investimento. In tempi di magra economica dunque i circoli e le società proponenti un progetto sono alla spasmodica ricerca di una soluzione.

Un primo dato evidente è il legame intrinseco di tutti i percorsi golfistici con operazioni immobiliari, spesso legate a successive speculazioni edilizie. Frequente è infatti la realizzazione di residence e villini annessi al golf.La non redditività immediata del campo rende necessari gli immobili. Con i soldi della vendita degli appartamenti si può così cercare di ammortizzare i costi di gestione del percorso, ma il golf non si sta rivelando certo un buon affare. Specialmente quando la percentuale dei finanziamenti esterni è alta.

Non a caso, non sono pochi sono i casi di fallimenti di investimenti legati a golf club: 

- golf club di Schladming, in Austria, dove negli anni ‘90 fallì con 21 milioni di vecchi scellini di debiti;

- Croazia, Residence Skipper (meglio noto come “il Paradiso di Bossi”), 2300 appartamenti, un campo da golf, un porto turistico con 200 posti barca, da realizzarsi a Punta Salvore, Golfo di Pirano.. Il 25 marzo 2004 la CEIT srl, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Padova per un crac superiore a dieci miliardi di vecchie lire.

  -Sardegna Is Molas in, (comune di Pula), a 20 minuti da Cagliari, era considerato da sempre il paradiso del golf isolano. Dopo la dichiarazione di fallimento decretata dal Tribunale di Bergamo della società Rete Gamma nel 2003, campi, terreni e albergo, saranno venduti all’asta a causa di un forte passivo di circa 300 miliardi di vecchie lire. Sono 6.500 sono i creditori, tra questi panettieri e artigiani che da mesi attendono i pagamenti arretrati.  

-Bagaglino Holding a Stintino (sempre in Sardegna) Per un campo, con annesso villaggio immobiliare, della è sorto qualche problema giudiziario. Il proprietario Mario Bertelli è finito in carcere insieme ad altre 8 persone. Le accuse nei loro confronti sono quelle di bancarotta fraudolenta e frode fiscale. L’inchiesta è della Procura della Repubblica di Brescia. Complessivamente le società fallite del gruppo Bertelli-Bagaglino-Country Village sono diciannove per uno stato passivo superiore ai 500 milioni di euro. Una miriade di proprietà che ha indotto il curatore fallimentare, Enrico Broli, a ricorrere ad un sito internet ( www.venditefallimentaribagaglino.it ora chiuso) per offrire ai potenziali acquirenti tutte le informazioni necessarie su ogni singolo immobile corredate di fotografie;

La caccia ai finanziamenti pubblici a fondo perduto da parte dei privati è dunque più aperta che mai.

   Anche il governo Berlusconi vi partecipa a piene mani. All’interno del Programma nazionale del Governo Berlusconi per lo sviluppo del turismo, presentato direttamente a Palazzo Chigi , sono previsti alcuni Poli Turistici Integrati in Puglia, Sicilia e Calabria, per un investimento complessivo di 770 milioni di euro. Ma soprattutto è prevista  la realizzazione di ben 9 nuovi  campi da golf e di 7.700 camere nel sud. Il primo, il più grande di questi 5 poli, è previsto a Sciacca, in provincia di Agrigento, con  ben 4 campi da golf  (3 a 18 e uno a 9 buche).

La legge nazionale 488 del 1992, che promuove aiuti agli investimenti nelle aree depresse nel settore turistico-alberghiero, sembra essere  il principale strumento legislativo utilizzato dalle Regioni italiane  per finanziare (con soldi pubblici) la realizzazione di nuovi percorsi da golf.  Una proposta di legge negli anni scorsi di un  senatore (Egidio Pedrini), depositata in Senato, (n.2780), le strutture golfistiche potrebbero d’ora in poi essere realizzate totalmente a spese dello stato, anche in aree demaniali e spacciandole  per semplici trasformazioni agricole. Contro questa proposta, preoccupante e pericolosa, il GAM invita alla mobilitazione popolare tutti i comitati locali, associazioni ambientaliste e forze politiche responsabili. (Nell'immagine qui sotto un logo antigolf degli ecologisti Catalani).

Ma non pago di ciò il Governo Berlusconi ha approvato poche settimane fa, su proposta del Ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla, dal Consiglio dei Ministri il 16 Aprile 2010 un nuovo disegno di legge (che andrà in parlamento) per incentivare la realizzazione dei green e  portarli persino dentro le aree protette.

IL TESTO INTEGRALE DEL DISEGNO DI LEGGE           

DISEGNO DI LEGGE RECANTE LEGGE QUADRO PER LA PROMOZIONE

DEL TURISMO SPORTIVO E LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI DA GOLF

 

ART. 1

 (Principi generali e obiettivi)

1. La presente legge ha lo scopo di qualificare l’offerta turistica sportiva in ambito nazionale ed internazionale e di promuovere la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfistici, nel rispetto del riparto delle competenze fra Stato e Regioni

2. Nel perseguimento delle finalità di cui al comma 1, il Ministro del turismo, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ed il Ministro per i beni e le attività culturali, e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, approva il piano di promozione del turismo sportivo, con particolare riferimento alla costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli impianti sportivi dedicati alla pratica del golf. E’ fatta salva l’applicazione della disciplina vigente in tema di valutazione ambientale strategica.

3. Ai fini della predisposizione del piano di cui al comma 2, le Regioni, sentiti gli enti locali, e d’intesa con gli enti parco nazionali e gli enti gestori delle aree marine protette, individuano i siti più idonei a costituire area di sedime degli impianti golfistici; a tal fine accertano altresì la relativa capacità ricettiva attuale e potenziale, verificando in particolare la varietà dell’offerta ricettiva.

ART. 2

(Requisiti degli impianti)

1. Gli impianti, destinati alla pratica del gioco del golf, sono realizzati in conformità alle norme di legge, con particolare riferimento a quelle di tutela ambientale culturale e paesaggistica, di sicurezza, igiene e superamento delle barriere architettoniche, nonché delle norme tecniche per le costruzioni e delle norme in materia di impiantistica sportiva e di percorsi di golf stabilite dal Comitato olimpico nazionale italiano (C.O.N.I.), dalla Federazione italiana golf e dalla International Golf Federation (IGF). Inoltre, nella realizzazione degli impianti va garantito il ricorso alle tecnologie per il risparmio energetico.

2. L’impianto golfistico si inserisce nel pieno rispetto del contesto ambientale ed integrato con le infrastrutture e i servizi eventualmente esistenti nel territorio, rispettando le esigenze connesse all’accessibilità e fruibilità dei diversi spazi, in relazione al tipo di destinazione ed utenza previste.

ART. 3

(Incentivazione alla realizzazione di strutture di ricezione turistica collegate all'impianto golfistico)

1. Le Regioni, sentiti gli enti locali, e d’intesa con gli enti parco nazionali e gli enti gestori delle aree marine protette, promuovono l’individuazione di procedure acceleratorie e di semplificazione amministrativa volte a consentire ai soggetti privati che realizzino impianti golfistici rispondenti ai requisiti di cui all’articolo 2, la possibilità di edificare, solo successivamente alla costruzione del campo da gioco, strutture di ricezione turistica. Tali strutture sono rispondenti ai requisiti ambientali e di risparmio energetico.

2. È fatto divieto, ai soggetti privati che costruiscono strutture di ricezione turistica collegate all’impianto golfistico, di vendere totalmente o parzialmente le predette strutture per un periodo di cinque anni successivi alla messa in esercizio del campo da golf, fatto salvo il caso in cui l’acquirente compartecipi finanziariamente alla gestione e al corretto funzionamento dell'impianto golfistico.

ART. 4

(Realizzazione di impianti golfistici)

1. Allo scopo di agevolare la costruzione sul territorio nazionale di impianti destinati alla pratica golfistica, nell’ambito del piano di promozione unitaria del turismo sportivo, di cui all’articolo 1 comma 2, sono introdotte le seguenti deroghe alla normativa statale:

a) gli impianti golfistici, aventi le caratteristiche di cui all’articolo 2, possono essere realizzati nell’ambito delle aree sottoposte alle prescrizioni di tutela indiretta di cui all’articolo 45 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, previo parere favorevole della competente soprintendenza;

b) gli impianti golfistici, aventi le caratteristiche di cui all’articolo 2, possono essere realizzati nell’ambito delle aree naturali protette di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni, previo nulla osta dell’ente parco nazionale e dell’ente gestore delle aree marine protette;

c) per la realizzazione degli impianti golfistici, aventi le caratteristiche di cui all’articolo 2, in caso di necessaria adozione dell’autorizzazione paesaggistica si applica la procedura semplificata di cui all’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

d) gli impianti golfistici, aventi le caratteristiche di cui all’articolo 2, possono essere realizzati nell’ambito delle aree ricomprese nei piani di bacino di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, previo parere favorevole della competente Autorità di bacino.

 

2. L’applicazione delle deroghe alla normativa statale di cui al comma 1 è subordinata alla realizzazione di impianti golfistici con un percorso minimo di diciotto buche rispondenti a criteri di flessibilità che li rendano adatti ai diversi tipi di competizione e di livello golfistici.

 

 

 

 

 

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 Danni ambientali

  Propagandato sino a ieri oggi come super ecologico e pulito, il prato “verde” può in realtà essere causa di gravi danni ambientali. Le accuse precise e documentate vengono  direttamente da Bruxelles: a lanciarle sono la Corte di Giustizia e la Commissione Europea.

La  sentenza del 29 gennaio 2004 Corte di Giustizia (organo dell’Unione Europea) Sez.II.   ha infatti condannato l’Austria per essere venuta meno agli obblighi imposti di due direttive comunitarie (Uccelli e Habitat) 79/409 e 92/43.

Si tratta di un punto fermo nella giurisprudenza comunitaria che in maniera inequivocabile ha sanzionato uno stato per aver ampliato un campo da golf.

Ovvero il più importante organo giurisdizionale europeo ha sancito il collegamento diretto tra  golf e la minaccia ad alterare habitat naturali e presenza di specie animali,in questo caso la popolazione esistente della specie “ re di quaglie”.

In un colpo solo la sentenza spazza via, una volte per tutte, il falso luogo comune che i promotori del golf cercano in tutte le maniere di accreditare: una presunta valenza-ecologica ambientale del golf. (Nell'immagine sotto un manifesto del comitato popolare maltese).

Il secondo atto d’accusa è della  Commissione Europea proprio contro l’Italia.

 Una denuncia (procedura d’infrazione) per danni ambientali, riguarda la  realizzazione di  un percorso golfistico in Sardegna ad  Is Arenas ( in provincia di Oristano) per il quale sono stati abbattuti circa 10.000 alberi di una foresta costiera su dune di sabbia in un SIC, sito d’interesse comunitario, protetto da una  Direttiva per la protezione degli Habitat

 20 gli ettari di pineta abbattuti, 16 gli ettari distrutti tra radure naturali e superfici in prossimità delle dune scoperte e aspetto di molto maggior rilievo, la falda freatica rischia di essere gravemente inquinata.

Sempre in tema d’impatto ambientale del golf, sempre più emergenti e comuni sono le problematiche riguardanti l’utilizzo d’acqua, eccessivo consumo necessario alla manutenzione della struttura (molte volte proposte proprio in zone a scarsa piovosità), rischio di salinizzazione della falda nelle zone costiere e possibile inquinamento da pesticidi.

Altri motivi di forte opposizione sono il potenziale pericolo per le aree di alto valore naturalistico (boschi, foreste, laghi e zone umide) e il conflitto con le attività economiche preesistenti (agricoltura e allevamento in particolare).

La stessa Regione  Puglia, grande sponsor del golf con una ventina di progetti in cantiere (grazie ai finanziamenti europei del P.O.R.), non può far a meno di scrivere in una sua pubblicazione, che un campo   sorto vicino al Parco Naturale delle Cesine (Acaya Golf Club)  è all’origine della salinizzazione delle acque dell’area protetta. Ovvero, grazie ai pozzi di prelievo necessari per innaffiare le collinette verdi con le buche la falda idrica è stata contaminata con l’acqua (salata) di mare.

Che dire poi della  Procura della Repubblica di Verona che è arrivata a vietare l’esercizio dell’attività sportiva golfistica nella tenuta Musella spa, di S.Martino Buon Albergo stabilendo la demolizione delle opere costruite irregolarmente e il ripristino allo stato originario dei luoghi modificati senza autorizzazione?

   A tutti i cittadini, comitati locali, associazioni, partiti e politici responsabili, il GAM vuole offrire il proprio servizio informativo. Noi ci siamo, al fianco delle comunità locali.

Cercheremo di fornire tutta la collaborazione e il supporto possibile per frenare questo nuovo rischio.

L’informazione e la partecipazione sono i nostri principali strumenti.

Abbiamo realizzato una ricerca informativa di oltre 50 pagine AGGIORNATA AL  2010.

In essa potete trovare tutti i dati possibili e immaginabili su tutti gli impatti del golf: ambientale, finanziario, consumo d'acqua, fertilizzanti....

E' una sorta di saggio "in progress", costantemente aggiornato: vero e proprio vademecum di tutto ciò che bisognerebbe sapere sull'argomento. Conoscere per deliberare...

Fra l'altro trovate tutti i progetti di campi contestati in Italia e nel mondo .E non sono pochi...

 Il saggio in formato .doc (oltre 50 pagine) è     scaricabile interamente e gratuitamente qui.

  Vogliamo aiutarvi e aiutarci attraverso il rigoroso rispetto delle leggi e  la promozione di nuove norme atte a tutelare realmente il territorio. 

Referendum popolari locali hanno già bocciato e in alcuni casi si apprestano a farlo nuovi campi da golf.

Senza il consenso dei cittadini  le istituzioni  non possono decidere sulla nostra testa.

Tutti gli scempi ambientali e le ingiustizie sociali-economiche possono essere bloccati !

Dipende anche da voi.

Anche sul vostro territorio c'è un progetto che vi preoccupa?

Formate subito un gruppo di appoggio al GAM!

  Entrate in contatto con noi…vi aspettiamo…..

 16 maggio 2010

 

Mappa interattiva non aggiornata delle aree contestate in Italia

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